22 aprile 2018 –4^ domenica di Pasqua

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Io sono il buon pastore

La liturgia odierna presenta Gesù come “buon pastore” che spontaneamente offre la sua vita per le pecore, a differenza di tutti gli altri, semplici “mercenari” che badano a sé (vangelo). Per questo “non vi è, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati” (1a lettura). Grazie a lui, già fin d’ora siamo figli di Dio, anche se la realtà apparirà tale nel giorno dell’incontro definitivo col Signore (2a lettura).

L’evangelista Giovanni mette al centro di questa immagine il dono della vita. Gesù, diversamente da quanti pretendono chiamarsi guide, ha come fondamentale obiettivo non la salvezza della propria vita, ma quella degli altri: per la loro redenzione impegna tutto se stesso. Pone così il criterio per distinguere i veri dai falsi pastori: la disponibilità agli altri. Il pastore buono assume liberamente il suo destino, non condizionato da mode o entusiasmi momentanei. La sua attività non si limita ai vicini o alle persone gradite: vuole raggiungere tutti.

Noi siamo chiamati, per grazia, a diventare partecipi della realtà di Gesù, buon Pastore. Lo saremo nella misura in cui anche la nostra vita diventa “sacrificata”, “offerta”, “data”. Cerchiamo nella settimana, che oggi inizia, di essere dono per chi incontriamo. Santa Madre Teresa di Calcutta ci ricordava che tutto il nostro essere cristiani si riassume in cinque paroline: Lo-avete-fatto-a-me. Essere dono perché l’altro è una presenza di Gesù e quello che io, consapevolmente o meno, faccio al prossimo, Gesù lo ritiene fatto a sé.


VITA DI COMUNITA’

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Domenica 22 aprile – 4^ di Pasqua

Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

san Benedetto, ore 10.30: Compimento dell’Iniziazione Cristiana con il conferimento della Cresima e l’ammissione per la prima volta alla Comunione per i ragazzi di 5^ elementare (gruppo Rosso)

Lunedì 23 aprile

san Benedetto, ore 16.00 (in canonica): “Lettura spirituale della Bibbia: Genesi capp. 12-50 (I Patriarchi)” con Adriana Concina.

Seminario Maggiore, ore 20.30: Veglia diocesana di preghiera per le vocazioni con il vescovo Claudio.

Martedì 24 aprile

santa Lucia, ore 17.00: Adorazione Eucaristica per le parrocchie dell’Unità Pastorale; segue alle ore 17.30 il Rosario e la S. Messa alle ore 18.00. Questa è l’unica celebrata il martedì sera nel territorio dell’Unità Pastorale.

Venerdì 27 aprile

Servi, ore 16.30: incontro di Iniziazione Cristiana per i ragazzi di 4^ elementare (gruppo Blu)

Domenica 29 aprile – 5^ di Pasqua


COMPIMENTO DELL’INIZIAZIONE

“O Gesù, aiutami a diffondere dovunque io vada la tua fragranza. Inonda la mia anima del tuo spirito e della tua vita. Penetra in me e impadronisciti del mio essere in modo così completo che tutta la mia vita sia un’irradiazione della tua. Illuminami e prendi possesso di me in modo tale che ogni anima che avvicino possa sentire la tua presenza nella mia anima. Che guardandomi non veda me, ma te in me. Resta in me: così splenderò del tuo stesso splendore e potrò essere di luce agli altri. La mia luce verrà tutta da te, Gesù, nemmeno il più tenue raggio sarà mio. Sarai tu ad illuminare gli altri per mezzo mio. Suggeriscimi la lode che ti è più gradita, illuminando altri intorno a me. Che non ti predichi con le parole, ma con il mio esempio, con l’influsso delle mie azioni, col fulgore visibile dell’amore che il mio cuore riceve da te. Amen”.                                 Card. J.H. Newman

 


 

DAMMI UN CUORE CHE ASCOLTA

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Si rinnova l’appuntamento annuale della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, ma cosa significa la parola “vocazione” e come mai una giornata di preghiera dedicata? La parola “vocazione” non si riferisce soltanto alla vita del prete o della suora: principalmente essa richiama la profonda relazione che c’è tra noi e il Signore. Il nostro rapporto con Dio, infatti, è un dialogo intimo, vitale, personale e comunitario, tra lui che ci interpella e noi che desideriamo rispondergli per vivere in pienezza. In questa relazione, poi, si spalancano infiniti percorsi e scelte di vita, tra cui quella del prete e dei religiosi, ma anche quella degli sposi, dei missionari o dei laici che si dedicano a tempo pieno al servizio del Regno di Dio. Questa precisazione motiva anche la Giornata annuale che quest’anno ha come titolo una frase della preghiera del giovane re Salomone (1Re 3,9): “Dammi un cuore che ascolta”. Potrà sembrare “poca cosa”, eppure il dono della fede di giovani che ascoltano la chiamata del Signore a seguirlo attraverso diverse strade, non sono frutto del nostro impegno, ma della preghiera di Gesù e di noi insieme a lui. “Dammi un cuore che ascolta”, tuttavia, è una preghiera che prima di tutto domanda un cuore umile e disponibile, capace di comprendere e vivere la parola di Dio. È il cuore il luogo in cui risuona la chiamata del Signore, ma se questo è incapace di ascoltare, come potrà comprendere la sua Parola? Fare nostro questo titolo della Giornata mondiale significa, allora, riconoscere questa fragilità e dare una nuova direzione al nostro impegno, rimettere al centro la relazione con il Signore e affidargli il nostro cuore, affinchè lo renda capace di amare e disponibile a spendere la vita per il Vangelo.

“Dammi un cuore che ascolta” è anche la domanda e la preghiera che siamo chiamati a far emergere dai ragazzi e dai giovani delle nostre comunità e dei nostri gruppi. Questa domanda abita in ciascuno di loro e chiede di essere suscitata con un affetto gratuito, una sincera testimonianza di fede, un sereno e gioioso annuncio dell’amore del Signore. I ragazzi e i giovani portano in sé un radicale bisogno di Cristo e di luce per seguire i suoi passi, che possono scoprire e gustare attraverso la vita parrocchiale, dei percorsi formativi di fede, il dialogo personale, la preghiera e la celebrazione dei Sacramenti. Cogliamo questo appuntamento annuale per rilanciare la preghiera e l’impegno per le vocazioni: chiediamo al Signore il dono della “fede e del discernimento vocazionale”, in particolare per i ragazzi e i giovani, e mettiamoci a loro fianco per aiutarli a comprendere e a vivere la propria vocazione.

don Silvano Trincanato, Ufficio diocesano per la pastorale delle vocazioni


 

RINNOVO DEGLI ORGANISMI DI COMUNIONE

Giunti oramai al quarto anno di cammino come Unità Pastorale della Cattedrale, ci siamo orientati alla decisione di costituire, per la programmazione della pastorale, un Consiglio Pastorale Unitario formato da tre rappresentanti di ciascuna delle nostre sei parrocchie, oltre che dai sacerdoti, dai rappresentanti delle comunità religiose e di realtà e di ambiti significativi nell’UP. Compito del Consiglio Pastorale Unitario è il discernimento sulle scelte pastorali dell’UP, curandone orientamenti e indirizzi, segnalando e perseguendo collaborazioni tra parrocchie vicine e favorendo in ogni comunità una propria vitalità pastorale.

A tal fine è bene, per quanto possibile, che nelle singole comunità nascano dei Coordinamenti Parrocchiali con lo scopo di attuare gli orientamenti emersi nel Consiglio Pastorale Unitario, di mantenere relazioni intense con gli operatori pastorali e di svolgere un servizio di animazione in comunità. Può essere formato dai rappresentanti della singola parrocchia in Consiglio Pastorale Unitario e da alcuni membri che riproducono le dimensioni essenziali della pastorale: l’annuncio e la formazione; la liturgia e la preghiera; la carità e il servizio.

A seguito del rinnovo del Consiglio Pastorale Unitario verrà costituito, in ogni parrocchia, il Consiglio Parrocchiale per la Gestione Economica. E’ l’organismo di comunione cui compete di collaborare con il parroco nell’amministrazione di tutti i beni economici e patrimoniali della comunità cristiana, in quanto espressione della sua storia e strumento per la sua azione pastorale. E’ composto normalmente da cinque consiglieri, con competenze professionali diverse e complementari secondo le possibilità e le esigenze della parrocchia. Nelle Unità Pastorali si suggerisce che ci sia scambio e visione d’insieme della gestione economica e patrimoniale delle singole comunità e dei beni strutturali della stessa UP al fine di razionalizzare alcune spese e compiere scelte comuni evitando inutili doppioni e creando sinergie.

Ai componenti di questi organismi di comunione si richiede di essere persone aperte al cammino di fede, che condividano la vita della comunità e che abbiano compiuto i 18 anni di età. Il mandato è quinquennale (2018-2023).


MESSE Unità Pastorale

Feriali: Cattedrale 7.30 – 11.00 – 19.00; S. Andrea 8.00 – 18.15; S. Benedetto 18.00; S. Nicolò 18.30; S. Tomaso 18.30; Servi 7.45 – 18.30; S. Canziano 9.00; S. Lucia 10.00 – 18.00; S. Clemente 10.00.

Festivi della vigilia: Cattedrale 16.30; S. Andrea 18.15; S. Benedetto 18.30; S. Nicolò 18.30; S. Tomaso 18.30; Servi 18.30.

Festivi: Cattedrale 9.00 – 10.30 – 12.00 – 19.00; S. Andrea 9.00 – 10.15 – 11.30 – 18.15; S. Benedetto 10.30 – 18.30; S. Nicolò 10.00 – 11.30 – 18.30; S. Tomaso 8.30 – 10.00 – 18.30; Servi 10.00 – 11.30 – 17.15; S. Canziano: 20.00; S. Clemente 11.30; Collegio Mazza 11.30.

Liturgia delle Ore in Cattedrale: 8.00 Lodi (dal lunedì al sabato); 17.30 Vespri (festivi)

 


 

Benvenuti sul sito dell’Unità Pastorale della Cattedrale!

La nascita della nuova Unità Pastorale vuole essere l’unione delle 6  parrocchie del centro storico di Padova (Cattedrale, S. Andrea, S. Benedetto, S. Nicolò, S. Tomaso, Servi) e il suo territorio : ogni mezzo mira dunque a costruire un dialogo tra noi tutti.

Il sito web è stato creato appositamente per comunicare notizie e scambiare anche materiale utile per la nostra vita e formazione umana e Cristiana.

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